Archive for the ‘Senza categoria’ Category

Pasta di Mais con zucca e fagiolini

di Casalingo Perfetto

19 marzo 2010


Zucche

Tempo: 20 minuti

Difficoltà: facile

Vino Consigliato: Colli di Luni Bianco

Calorie: 417

Ingredienti per 4 persone:

  • 400 g di pasta di Mais (a scelta)
  • 1/2 scalogno
  • 250 g di zucca
  • 1 manciata di fagiolini verdi (circa 200 g)
  • 1/4 di porro
  • 1 pomodoro sodo
  • 1 spicchio d’aglio
  • 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • 1/2 peperone senza semi
  • 100 ml di brodo vegetale
  • sale e pepe (quanto basta)

Preparazione:

Tritare finemente lo scalogno e farlo rosolare in padella con un pò d’olio, l’aglio (tagliato possibilmente in 2 pezzi), il porro tritato e il peperoncino sbriciolato. Appena lo scalogno assume una colorazione trasparente, eliminare l’aglio e aggiungere la polpa della zucca tagliata a dadi molto piccoli: farla cuocere salando e pepando. Intanto pulire i fagiolini, sbollentarli per 3 minuti in acqua salata, e farli raffreddare subito con l’aiuto del ghiaccio. Successivamente tagliarli a tronchetti e aggiungerli in padella bagnando con poco brodo caldo. Poi lavare il pomodoro e tragliarlo a pezzetti eliminando i semi; metterli insieme alle altre verdure e aggiustare di sale e pepe. In fine cuocere e scolare la pasta al dente; saltarla con le verdure e il brodo fino a ultimare la cottura.

Buon Divertimento e Buon Appetito!!!

Secondo una ricerca gli italiani non sanno più cucinare

di marta

14 gennaio 2008

Gli italiani non sanno più cucinare mediterraneo. Almeno secondo una ricerca, effettuata da Sitcom Editore, su un campione di 560 tra uomini e donne di età compresa tra i 18 e i 65 anni, in concomitanza con l’uscita dell’agenda “365 una ricetta al giorno” degli chef Stefano Fagioli e Monica Bianchissi. Quello che emerge da questo studio è abbastanza allarmante, soprattutto se si osserva l’andamento delle generazioni più giovani. Solo un italiano su quattro (24%), infatti, è capace di cucinare un menu completo, cioè dall’antipasto al dolce, e la percentuale diventa ancora più preoccupante se si prendono in esame i dati riguardanti gli under 35, con uno scarsissimo 11%. Il 67% degli intervistati però dice di saper preparare almeno qualche ricetta, naturalmente se questa non prevede una preparazione troppo complicata. Purtroppo per ‘non troppo complicata’ gli intervistati fanno riferimento anche a preparati già pronti. Il 65% ammette, infatti, di saper cucinare un piatto di pasta (i secondi di carne sono considerati dal campione molto più difficili da cucinare) anche se sorge il dubbio che si riferisca solamente a questa, senza far nessuna menzione al sugo. Sembra che nessuno sia capace di preparare un sugo al ragù o una salsa al pesto, men che meno un qualche secondo che si discosti dalla semplice fettina ai ferri o dall’imbarazzante hamburger. Solo il 23% degli intervistati dichiara di cucinare un secondo piatto due volte alla settimana.
Ma perché si è disimparato a cucinare? La colpa è da ricercare nel poco tempo a disposizione, nella pigrizia e in uno stile di vita stressante. Innanzi tutto – spiega il direttore generale editoriale di Sitcom, Corrado Azzolini – il (poco) tempo a disposizione. Gli orari lavorativi si sono ormai dilatati (38 ore settimanali, rispetto alle 36,9 della media europea per non contare gli 5 milioni di italiani che dichiarano di lavorare in tempi extra-lavorativi. Fonte Istat), così come il tempo impiegato nel tragitto casa-lavoro (da 31 a 60 minuti nel 34,4% dei casi a Roma, nel 29,4% a Milano, nel 26,5% a Napoli). Aggiungiamo la palestra o la volontà di passare il più possibile del pochissimo tempo libero insieme ai propri figli ed ecco che i minuti dedicati alla cucina sono esponenzialmente diminuiti“. A lungo andare questi menu disequilibrati e privi di alimenti importanti per il nostro benessere, come la frutta, la verdure e i legumi, possono provocare danni alla salute, come spiega Annibale Sandro Montenero, professore dell’Istituto Scientifico MultiMedica di Sesto San Giovanni “Una dieta poco varia, ricca di grassi saturi e ipercalorica, rappresenta un notevole fattore di rischio. Cibi di facile preparazione, ma ricchi di colesterolo, come uova, carne, formaggi, andrebbero eliminati o quantomeno limitati, mentre invece è fondamentale l’apporto di carboidrati complessi provenienti dalla frutta, dalla verdura e dai cereali, alimenti ricchi di sostanze anti-ossidanti”.

Come ordinare con un click

di marta

6 agosto 2007

Il colosso americano di vendite online Amazon ha deciso di entrare nel mercato degli alimentari. Una mossa a dir poco audace visto i fallimentari precedenti. L’obiettivo è quello di consegnare entro 24 ore dall’ordine via pc uova, verdure, pesce, alimenti biologici e sfondare nel business dei prodotti alimentari. La società, nata nel 1995, si è trasformata in breve nella più grande libreria online del mondo tanto da arrivare ad incassare, nel 2006, 15,7 miliardi di dollari. Il progetto si chiama AmazonFresh e per ora è attivo solo a Seattle, Washington e nella zona di Mercer Island in via sperimentale. La società sta sondando il terreno per verificare la fattibilità del programma. La sfida è comunque ardua. Negli ultimi anni anche altre grandi società hanno cercato di rendere funzionale e redditizio il rapporto computer e alimenti freschi ma senza successo. Questa comunque non è la prima volta che Amazon cerca di sfondare nelle vendite in rete. Nel 2006 era partito il programma Amazon Grocery, fondato su accordi con negozianti locali. I negozianti dovevano recapitare la spesa di prodotti come salatini e pasta in modo veloce e limitando i costi sia per l’utente che per l’azienda. Amazon Fresh, al contrario, consegna direttamente al cliente, recapitando i cibi in contenitori refrigerati e isolati.

Zucchine alla farcia di tofu e zucchine

di marta

25 luglio 2007

Ingredienti per 4 persone:
8 zucchine
150 gr di tofu
100 gr di piselli
100 gr di carote
1 scalogno
olio extravergine di oliva
timo
mentuccia
pangrattato
sale

Preparazione
Cuocete al vapore le zucchine per 20 minuti poi tagliatele a metà per il lungo, svuotatele e frullate la polpa. Tritate finemente uno scalogno e fatelo rosolare con l’olio. Aggiungete la polpa delle zucchine frullata e fatela asciugare. Poi toglietela dalla padella e aggiungetevi il tofu frullato. Intanto sbollentate i piselli e ripassateli nella padella dello scalogno con le carote tagliate a fiammifero. Aromatizzatele con il timo. Unite le carote ed i piselli con il composto di tofu e zucchine, aggiustate di sale e aggiungete delle foglie di mentuccia tritate. Con questa farcia riempite le zucchine. Oliate una teglia da forno, spolverizzatela di pangrattato e disponetevi le zucchine farcite. Conditele con un filo d’olio e cospargetele di pangrattato. Fate cuocere per circa 30 minuti a 200 gradi.

Le regole eccessive degli ortoressici

di marta

17 luglio 2007

L’ortoressia è un disturbo dell’alimentazione non ancora ufficialmente riconosciuto nel mondo psichiatrico ma ugualmente molto diffuso. ‘E’ una forma di attenzione eccessiva alle regole alimentari, alla scelta del cibo e alle sue caratteristiche”, si legge sulla pagina di Wikipedia dedicata a questa particolare mania per le regole alimentari. Scoperta per la prima volta dal dietologo Steve Bratman nel 1977, autodefinitosi ex-ortoressico, si manifesta nelle persone che hanno paura di ingrassare o di compromettere la propria salute. Nei casi meno gravi l’ortoressico non arriva a comportamenti dannosi, ma nei casi in cui il disturbo raggiunge stadi più seri l’individuo modifica persino il proprio stile di vita, fino ad isolarsi da chi non comprende le sue paure e ride di lui. In questi casi l’ortoressico sarebbe capace di lasciarsi morire di fame piuttosto che accettare di mangiare cibi considerati nocivi o che possono costituire un pericolo per la sua salute. Tendenzialmente chi soffre di questo disturbo non è dotato di una buona cultura né di una particolare conoscenza nei campi in cui decide le proprie regola, ma si basa più su semplici deduzioni o sui luoghi comuni che coincidono con le sue idee. Di solito ritiene giusto ed adeguato solo quello che comprende e quindi, il più delle volte, solo teorie semplicistiche. Fortunatamente non sono molti gli ortoressici classici, anche se la crescente importanza del rapporto alimentazione-salute ha permesso a molti modelli alimentari di perdere completamente il senso dell’equilibrio nella ricerca di arrivare in modo automatico e diretto ad un benessere psico-fisico. Non esistono cure ufficialmente riconosciute, l’unico consiglio è quello di rivolgersi a persone qualificate, capaci di spezzare il circolo vizioso della patologia, restituendo all’individuo fiducia in se stesso e positività nei confronti della vita sociale e personale.

Ma come si fa a capire se si soffre di ortoressia?

Bratman ha formulato un questionario proprio per identificare questa psicopatologia. Secondo il test di Bratman, una risposta affermativa a più di 4 domande classifica all’inizio dell’ortoressia:

  1. Spendi più di 3 ore al giorno riflettendo sulla tua alimentazione?
  2. Pianifichi i tuoi pasti diversi giorni prima?
  3. La possibilità che i cibi che assumi ti facciano ingrassare è sempre più importante del piacere di mangiarli?
  4. Lo stato di ansia nella tua vita è aumentata da quando hai riflettuto sulla tua alimentazione?
  5. Sei diventato più severo con te stesso nei confronti del tuo comportamento quotidiano e alimentare?
  6. La tua autostima aumenta quando ti alimenti in modo corretto?
  7. Hai eliminato radicalmente diversi cibi che ti piacevano in favore di cibi più salutari?
  8. Ti riesce più difficile mangiare fuori casa, in ristoranti diversi?
  9. Ti senti in colpa quando non mangi in modo corretto?
  10. Ti senti in pace con te stesso e in pieno controllo quando mangi in modo corretto?