Come si fa il pane casalingo con il lievito madre

di marta

30 giugno 2009

pane-fatto-in-casa

Dopo avere spiegato accuratamente come si prepara la pasta madre è arrivato il momento di affrontare realmente le nostre paure da cuoche inesperte e cimentarsi nella preparazione di quell’alimento meraviglioso ed indispensabile che è il Pane. Per fare un buon pane, fragrante e lievitato, è necessario che la pasta madre sia stata conservata in frigo, possibilmente in una ciotola di vetro con coperchio, e  rinfrescata almeno una volta alla settimana, dopo quelle iniziali, per evitare che questa diventi acida e conferisca al pane un gusto terribile.

Uno degli elementi fondamentali che non deve essere sottovalutato per fare un buon pane è il tipo di farina da utilizzare. Una buona farina da panificazione deve avere un’ottima capacità di assorbimento dell’acqua ed un elevato livello proteico. Il consiglio per fare il pane casareccio è quello di scegliere una delle seguenti farine:

  • farina professionale che si può acquistare solo da un panettiere compiacente e generoso
  • farina speciale per pane
  • farina di grano duro con un tenore di proteine pari o superiore all’11%
  • farina 00 mischiata con una pari quantità di farina di Manitoba (farina di grano tenero originaria del Nord America caratterizzata da un elevato valore del coefficiente W e quindi da un’alta qualità, definita farina di ‘forza’)

Alla fine dei rinfreschi il lievito madre dovrebbe essere circa di 150 – 250 grammi secondo il procedimento seguito nel precedente post. La sera prima di preparare il pane si deve fare un rinfresco con acqua e farina, in modo da raddoppiare il peso della pasta madre. Passate almeno otto ore va separato dall’impasto circa 150 grammi di pasta da usare successivamente come pasta madre, e con quello che rimane si prepara il pane.  Una delle regole fondamentali da seguire è la proporzione tra lievito madre utilizzato e farina che deve essere tra 1:2 e 1:3, meno il gusto del pane sarebbe troppo acido.

  • 250gr di pasta madre
  • 500 gr di farina
  • 120gr di acqua tiepida
  • un cucchiaio di olio extra vergine di oliva
  • Un cucchiaino di sale

PREPARAZIONE DEL PANE

Impastate insieme la pasta madre, la farina, l’acqua quanto basta per avere un impasto compatto, aggiungete il sale e l’olio. Quando avrete ottenuto una massa lucida e consistente, mettetela in una ciotola, copritela con un panno umido e lasciatela riposare nel forno spento con la lampada accesa e un pentolino pieno d’acqua tiepida sul fondo. Lasciate lievitare l’impasto fino a quando questo non sarà raddoppiato di volume. Poi riprendetelo e lavoratelo brevemente. Stendetelo appena lasciandolo abbastanza alto e spesso. In realtà potete dargli la forma che più vi aggrada, arrotolarlo o lasciarlo steso, oppure suddividerlo in panini o allungarlo tipo filone, o ancora praticargli dei tagli sulla parte superiore. Dopo averlo infarinato si può infornare a 220° abbassando subito la temperatura a 200° per 10′, dopo si abbassa di nuovo a 180° per altri 40’. Se avete un forno a gas, è meglio tenere il pane il più in alto possibile per non cuocerlo troppo nella parte inferiore.

Et voilà, il vostro pane fatto in casa è pronto, caldo e profumato!

Contro la calura estiva prova la salsa greca Tzatziki

di marta

16 giugno 2009

tzatziki

Se siete alla ricerca di una ricetta leggera e fresca, che sappia dare un gusto speciale anche alla pietanza più semplice, allora lo tzatziki fa per voi. Per chi non conoscesse ancora lo tzatziki è una salsa greca a base di yogurt utilizzato per accompagnare la stragrande maggioranza dei piatti ellenici (in pratica te la propinano ad ogni occasione!), dal pesce alla carne, dal riso all’insalata.

Mi è capitato, durante il mio soggiorno a Creta, di chiedermi se lo tzatziki creasse dipendenza, visto che dopo appena due sere che lo mangi di fila non riesci più a farne a meno. E lo dice una persona che l’ha assaggiato con i denti alzati. Non ho mai amato il cetriolo e mi sembrava impossibile mi potesse piacere una salsa in cui era l’ingrediente predominate. Ed invece, una vera e propria folgorazione. Gyros Pita e Souvlaki non sarebbero la stessa cosa senza lo tzatziki .

Ora appena posso mi preparo il mio tzatziki e lo uso come condimento o contorno per un sacco di pietanze. In frigo dura anche una settimana quindi può essere preparato in quantità abbondante senza correre il rischio di doverlo buttare. Ho letto che le origini dello tzatziki sarebbero incerte, turche o armene, ma che i greci erano soliti rinfrescarsi nelle giornate di grande caldo con dello yogurt mescolato con aglio, acqua e pane (probabilmente il progenitore dello tzatziki come lo conosciamo oggi).

A proposito non vi ho ancora dato la ricetta della tzatziki (Tzatziki smirneico)!

INGREDIENTI

  • 2 cetrioli
  • 5 foglie di menta,
  • 1 vasetto di yogurt greco
  • Olio extravergine di oliva
  • 2 spicchi d’aglio
  • Sale
  • Aneto
  • olive nere

PREPARAZIONE TZATZIKI

Per prima cosa si deve grattugiare il cetriolo in modo grossolano (di solito uso il lato con i fori larghi della grattugia) e metterlo in un panno ad asciugare per circa 1 ora. Nel frattempo si può tritare l’aglio finemente fino a farlo assomigliare quasi ad una crema. Io lo trito al frullatore con qualche foglia di menta piperita. Quando i cetrioli sono asciutti si devono unire con lo yogurt greco in una terrina insieme all’aglio e alla menta. Alla fine si deve aggiungere qualche goccia d’olio, un pizzico di sale ed uno di aneto. Alcune ricette propongono anche di metterci dell’aceto ma alcune persone greche che conoscono negano l’esistenza di questo ingrediente nello tzatziki. La salsa va poi presentata con qualche foglia di menta intera e qualche oliva nera.

Vi assicuro che avrete un gran successo con questa ricetta, a patto di non proporla a qualcuno che per il dopocena ha in programma un appuntamento galante!

Il cibo afrodisiaco funziona?

di luca.pistolesi

4 giugno 2009


Cibo piccante per serate piccanti. La massima trova validi sostenitori e altrettanto validi contestatori. Gli afrodisiaci esistono davvero? Funzionano o servono solo a migliorare il cibo?

by ForestMInd

by ForestMInd

In questo video troviamo un sostenitore della prima tesi: l‘erborista Valentino Mercati assicura infatti che alcune spezie (o meglio ancora alcune piante) agiscono sul corpo umano come vasodilatatori, e consentono dunque una migliore circolazione del sangue. Esiste dunque una ragione chimica per considerare queste spezie “facilitatori” dell’attività sessuale.

Di più, Mercati spiega anche come le spezie abbiano cominciato ad essere utilizzate dall’uomo, in epoca antica, proprio per le loro capacità (reali o credute) di conferire forza, anche e soprattutto a letto; l’utilizzo in cucina è arrivato solo successivamente.

Ovviamente non siamo in grado di dire se Mercati ha ragione oppure no. Di certo, il cibo speziato a dovere è molto buono. Se poi dà anche qualche altro beneficio, beh, tanto meglio.

Manzo marinato al forno con cipolle e patate

di marta

19 maggio 2009

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Questo è uno di quei piatti che propongo sempre quando ho degli ospiti: semplice da preparare, gustosissimo e d’effetto. Per chi ama quell’aroma particolare che lascia l’aceto nella carne marinata e il gusto speciale delle cipolle questa ricetta sarà irresistibile. Bando alle ciance e vai con gli ingredienti e la preparazione:

Ingredienti per 4 persone

  • 600 g di filetto di manzo in sei fette
  • 500 g di patate
  • 2 cipolle
  • Prezzemolo
  • Brodo di carne
  • Aceto
  • Peperoncino
  • Olio extra vergine di oliva
  • Sale

Preparazione
Mescolate in una terrina un pizzico di peperoncino, due cucchiai di prezzemolo tritato e un cucchiaio di aceto. Cospargete la carne con il composto ottenuto premendo con le mani in modo che la carne si impregni per bene, e lasciate marinare a temperatura ambiente. Nel frattempo pelate le patate, lavatele, asciugatele e tagliatele a fette sottili (circa mezzo centimetro). Tagliate a fette anche le cipolle e mettetele in una pirofila cospargendole con un filo d’olio. A questo punto bagnatele con un bicchiere di brodo bollente e passatele in forno già caldo a 180° per 45 minuti in modo che diventino morbide e dorate. Levate la pirofila dal forno e portate la temperatura a 230°. Scottate le fette di filetto in una padella antiaderente con un filo di olio 30 secondi per parte. Salatele, adagiatele sulle patate e rimettete la pirofila in forno per 5 minuti. Girate i filetti e cuoceteli per altri 2 minuti. Prima di servire spolverizzate la carne con un po’ di prezzemolo.

Friarielli, le squisite cime di rapa fritte

di marta

8 maggio 2009

friarielli

Sono stata a Napoli pochi giorni fa e ho potuto gustare una delle verdure più buone che io abbia mai mangiato: i friarielli. Tipici della cucina napoletana, i friarielli sono le infiorescenze appena sviluppate delle cime di rapa e difficilmente si trovano al di fuori della loro zona di provenienza.

Le ipotesi sulle origini del loro nome sono discordanti: un teoria fa derivare il nome friarielli dal castigliano “frio-grelos” (broccoletti invernali), la teoria più accreditata, invece, lo fa discendere direttamente dal verbo napoletano frijere (friggere). I friarielli, infatti, per essere tali devono essere cotti in abbondante olio extra vergine di oliva. Originariamente, invece, venivano fritti nello strutto, ricco di calorie e molto utilizzato dalle persone meno abbienti che avevano bisogno di riempirsi lo stomaco spendendo quasi niente.

La preparazione di questo piatto è molto semplice: prima vanno mondati e lavati e poi, senza essere sgocciolati, vanno messi nell’olio caldo in cui precedentemente si era aggiunto aglio e peperoncino. Ogni tanto vanno rigirati per non farli attaccare ed appena sono appassiti sono pronti per essere gustati.

Questo piatto ha origini umilissime, proprio come la pizza, l’altro grande piatto della cucina partenopea.  “A  pizza ch’e friarielle” è stata la prima variante della pizza, dopo la Margherita ed ancora oggi è una delle pizze più apprezzate e mangiate a Napoli. Nella pizza con i friarelli accanto alla gustosa verdura viene messa anche la salsiccia, sua naturale sposa e compagna. Insieme creano un connubio di gusti speciale, difficile da spiegare per quanto sono azzeccati.

Se vi capita di incontrare sulla via un alimentare di prodotti tipici campani non perdete l’occasione di provare questa specialità. Non ne rimarrete delusi!