Posts Tagged ‘vegana’

I germogli: fonte di benessere

di marta

17 agosto 2007

Ancora poco conosciuti ed utilizzati in Italia, i germogli sono un concentrato incredibile di enzimi e vitamine. I germogli più noti sono quelli di soia ma ne esistono oltre quaranta tipi. Possono essere messi a germogliare, infatti, i semi di tutti i cereali, di frutta (melone e cocomero) e di legumi (azuki, ceci, lenticchie, piselli) provenienti da coltivazioni biologiche. I germogli contengono nutrienti di ogni genere:

  • proteine vegetali, facilmente biodisponibili perché scomposte nei loro componenti di base, gli aminoacidi, attraverso l’azione degli enzimi. In questo modo l’organismo può ottenere elementi indispensabili assimilandoli velocemente.
  • Vitamine. Nei germogli sono presenti tutti i tipi di vitamine (indispensabili per l’assorbimento degli aminoacidi), compresa la B12.
  • Sali minerali, utili per l’attività metabolica
  • Oligoelementi
  • Clorofilla che favorisce la creazione dei globuli rossi
  • Enizimi

Inoltre hanno capacità riparative e ristrutturanti e contengono sostanza anticancerogene.
Il momento migliore per consumare i germogli è al mattino a stomaco vuoto conditi con un po’ di olio e sale (per una colazione da campioni!). Ma è possibile mangiarli durante l’arco della giornata aggiungendoli ad insalate, macedonie, yogurt.
I germogli possono essere prodotti anche in casa propria. Sulla rete si trovano metodi ogni tipo ma i più comuni sono i barattoli con il tappo a retina, i dischi impilabili di diversi materiali e i contenitori in terracotta. Sul web sono anche acquistabili i germogliatori elettronici che illuminano e mantengono la giusta umidità per la crescita della piantina.

La cucina vegana che viene dal Giappone

di marta

15 maggio 2007

La cucina Shojin Ryori è un tipo di cucina vegetariana diffusasi in Giappone dopo l’introduzione del Buddismo nel 538 a.c. In realtà, la cucina Shojin Ryori è da considerarsi di tipo vegano, in quanto esclude sia la carne che il pesce, le uova e i prodotti derivati dal latte. Il termine Shojin è la traduzione in giapponese del termine sanscrito vyria e significa devozione, diligenza e purificazione. Nei primi anni della diffusione del buddismo non esisteva il divieto di mangiare carne. I seguaci del Buddha potevano nutrirsi si carne ma solo se non fossero stati essi stessi a causare la morte dell’animale e che l’animale ucciso non fosse esclusivamente destinato a loro. E’ con l’avvento del Buddismo Mahayana che il consumo di carne venne del tutto proibito. Nel XIII secolo la cucina Shojin Ryori venne introdotta formalmente in Giappone dal fondatore della Scuola Soto, Dogen, dopo un suo viaggio in Cina per studiare lo Zen. Con l’introduzione di queste nuove abitudini dietetiche basate su un rigoroso regime vegetariano si fece strada anche una nuovo tipo di addestramento mentale. Attualmente in Giappone con il termine Shojin Ryori ci si riferisce sia ad una cucina vegetariana di stile buddista che a un piatto vegetariano qualsiasi.