Posts Tagged ‘carboidraiti’

Ricette estive: l’insalata di pasta

di anna

18 giugno 2010

Alla base della dieta mediterranea c’è la pasta. Le riviste spesso suggeriscono di nutrirsi solo di frutta e verdura per disintossicarsi e perdere peso: niente di più sbagliato. I carboidrati della pasta sono essenziali per il nostro organismo, perché rilasciano gradualmente l’energia necessaria.

E’ vero anche, però, che col caldo diminuisce l’appetito. Allora guardiamo insieme una soluzione per rendere più invitante la pasta anche nella bella stagione. Certo, ci sono le insalate di riso, ma a me piace alternarle con la pasta fredda.

Gli ingredienti possono essere i più vari e anche i tipi di pasta adatti sono molti: l’unica regola è scegliere formati corti, quindi sbizzarritevi. Io sono una grande amante dei gobetti e dei sedanini rigati, ma cosa ne dite di conchiglie, fusilli, garganelli e creste di gallo?

Ve ne propongo una versione coloratissima.

Insalata di pasta in technicolor

Ingredienti per 4 persone

  • 250 g di creste di gallo (o altra pasta corta)
  • 200 g di pomodorini tondi maturi
  • 200 g di prosciutto cotto a dadini
  • 100 g di asiago a dadini
  • 1 lattina di mais
  • 1 lattina di piselli finissimi
  • 4 foglie di basilico
  • Timo
  • Olio
  • Aceto di vino bianco
  • Sale
  • Pepe

Preparazione

Lessate in abbondante acqua salata la pasta e scolatela al dente. Quando ancora è nello scolapasta, passatela sotto l’acqua corrente per qualche secondo per fermarne la cottura. Riponete poi la pasta a raffreddare in un’insalatiera: a questo punto versate un filo d’olio e mescolate, perché la pasta rimanga sgranata.

Riducete a dadini il formaggio (se l’Asiago non è di vostro gusto, potete usare un qualunque formaggio di consistenza piuttosto soda) e il prosciutto, se non li avete già acquistati tagliati.

Lavate e asciugate con cura i pomodorini e tagliateli in 4 parti. Salateli leggermente e conditeli con olio, aceto e basilico spezzettato. Lasciate riposare 5 minuti. Sgocciolate i piselli e il mais in lattina con l’aiuto di un colino.

Unite tutti gli ingredienti alla pasta nell’insalatiera, spolverate con timo, pepe e olio a piacere.

Il latte di capra è adatto ad anziani e bambini

di marta

14 novembre 2007

 

Spesso a chi soffre di intolleranza alimentare verso il latte vaccino viene consigliato di bere, al posto del latte di mucca, quello di capra anche se, in realtà, il consiglio non è dei migliori. Il latte di capra, infatti, possiede delle proteine che determinano le stesse reazioni allergiche a quelle del latte vaccino. Il latte di capra è comunque un alimento eccezionale ed è molto più gustoso di quelli vegetali (soia, riso ecc) anche se non piace a tutti a causa del suo gusto forte e saporito, a detta di qualcuno, quasi salato. La percentuale di carboidrati (lattosio) presente nel latte di capra è simile a quella del latte vaccino ma le quantità e le qualità dei grassi e delle proteine sono diversi. Mediamente il latte di capra è meno grasso di quello di mucca. La frazione lipidica del latte di capra risulta, inoltre, più digeribile grazie alle piccole dimensioni dei globuli di grasso e per il maggiore contenuto di acidi grassi a corta e media catena (da C10 a C14, capronico, caprilico, caprinico) che ne aumentano l’assorbimento intestinale. La quantità di grasso varia dal 3,6 al 4,3% con differenze però date dalla razza dell’animale, dalla sua provenienza e dalla sua alimentazione. E’ inoltre più ricco di calcio, ma ha però una minor quantità di vitamina B12 e di acido folico, (sostanze indispensabili per la sintesi dell’emoglobina e per la formazione dei globuli rossi) ed è abbastanza carente di ferro e di vitamina A, C e D. La mancanza di vitamina A (caroteni) conferisce ai formaggi di capra il colore tipicamente bianco, che diventa più giallognolo solo dopo una lunga stagionatura. Il latte di capra, rispetto al latte vaccino, è più ricco di sieroproteine e più povero di caseina, la proteina che forma la cagliata. E’ per questo che il latte di capra produce cagliate meno consistenti e difficili da filare, rendendo la mozzarella di capra una rarità. Secondo alcuni autori, infine, gli acidi grassi a media catena del latte di capra inibirebbero l’accumulo di colesterolo nei tessuti favorendone, tra l’altro, la mobilizzazione dai depositi. Inoltre, il latte di capra è quello che ha il minor contenuto di colesterolo, rispetto a quello di pecora e a quello di vacca, anche se non in percentuale così rilevante: 10 mg per il latte di capra per 100 g di prodotto contro gli 11 per quelli di pecora e mucca.