Polenta pasticciata al ragù di verdure

Gennaio 21st, 2008

Ingredienti
Polenta di mais (o di grano saraceno o di miglio o di semolino) fredda
una cipolla
due carote
un sedano (meglio se rapa)
una mozzarella
un rametto di rosmarino
parmigiano grattugiato
noce moscata
olio extravergine di oliva
burro
vino rosso
Precisazioni
Per riuscire in questa preparazione è necessario che la polenta sia del tutto fredda, magari l’avanzo del giorno prima. La ricetta riesce altrettanto bene se la polenta è stata ottenuta con farine diverse da quella di mais.

Preparazione
Per il ragù vegetale:
Affettate la cipolla, le carote ed il sedano e metteteli in una teglia unta con l’olio. Aggiungete un pizzico di sale, il rosmarino e un bicchiere di vino rosso. Fate stufare il tutto a pentola coperta e a fuoco lento, mescolando di tanto in tanto, finchè le verdure non saranno morbide.
Tagliate la polenta a fettine sottili e disponetela a strati in una teglia da forno, cospargendo ogni strato con il parmiggiano, la noce moscata, l’olio e qualche cucchiaio di ragù. Finite gli strati con la polenta, il parmiggiano, qualche fiocco di burro e la mozzarella tagliata a dadini. Passate il tutto al forno per 30 minuti (180°) e servite caldo.

Secondo una ricerca gli italiani non sanno più cucinare

Gennaio 14th, 2008

Gli italiani non sanno più cucinare mediterraneo. Almeno secondo una ricerca, effettuata da Sitcom Editore, su un campione di 560 tra uomini e donne di età compresa tra i 18 e i 65 anni, in concomitanza con l’uscita dell’agenda “365 una ricetta al giorno” degli chef Stefano Fagioli e Monica Bianchissi. Quello che emerge da questo studio è abbastanza allarmante, soprattutto se si osserva l’andamento delle generazioni più giovani. Solo un italiano su quattro (24%), infatti, è capace di cucinare un menu completo, cioè dall’antipasto al dolce, e la percentuale diventa ancora più preoccupante se si prendono in esame i dati riguardanti gli under 35, con uno scarsissimo 11%. Il 67% degli intervistati però dice di saper preparare almeno qualche ricetta, naturalmente se questa non prevede una preparazione troppo complicata. Purtroppo per ‘non troppo complicata’ gli intervistati fanno riferimento anche a preparati già pronti. Il 65% ammette, infatti, di saper cucinare un piatto di pasta (i secondi di carne sono considerati dal campione molto più difficili da cucinare) anche se sorge il dubbio che si riferisca solamente a questa, senza far nessuna menzione al sugo. Sembra che nessuno sia capace di preparare un sugo al ragù o una salsa al pesto, men che meno un qualche secondo che si discosti dalla semplice fettina ai ferri o dall’imbarazzante hamburger. Solo il 23% degli intervistati dichiara di cucinare un secondo piatto due volte alla settimana.
Ma perché si è disimparato a cucinare? La colpa è da ricercare nel poco tempo a disposizione, nella pigrizia e in uno stile di vita stressante. Innanzi tutto – spiega il direttore generale editoriale di Sitcom, Corrado Azzolini - il (poco) tempo a disposizione. Gli orari lavorativi si sono ormai dilatati (38 ore settimanali, rispetto alle 36,9 della media europea per non contare gli 5 milioni di italiani che dichiarano di lavorare in tempi extra-lavorativi. Fonte Istat), così come il tempo impiegato nel tragitto casa-lavoro (da 31 a 60 minuti nel 34,4% dei casi a Roma, nel 29,4% a Milano, nel 26,5% a Napoli). Aggiungiamo la palestra o la volontà di passare il più possibile del pochissimo tempo libero insieme ai propri figli ed ecco che i minuti dedicati alla cucina sono esponenzialmente diminuiti“. A lungo andare questi menu disequilibrati e privi di alimenti importanti per il nostro benessere, come la frutta, la verdure e i legumi, possono provocare danni alla salute, come spiega Annibale Sandro Montenero, professore dell’Istituto Scientifico MultiMedica di Sesto San Giovanni “Una dieta poco varia, ricca di grassi saturi e ipercalorica, rappresenta un notevole fattore di rischio. Cibi di facile preparazione, ma ricchi di colesterolo, come uova, carne, formaggi, andrebbero eliminati o quantomeno limitati, mentre invece è fondamentale l’apporto di carboidrati complessi provenienti dalla frutta, dalla verdura e dai cereali, alimenti ricchi di sostanze anti-ossidanti”.

Tronchetti di pollo dorati

Dicembre 19th, 2007

Ingredienti per 4 persone
1 pollo piccolo tagliato a pezzi (almeno 15)
2 uova
sale
pepe
prezzemolo
farina
olio di semi

Preparazione
Trita finemente il prezzemolo dopo averlo lavato ed uniscilo alle uova in una ciotola. Sbatti il composto con una forchetta fino ad ottenere una salsa densa. Aggiungi un pizzico di sale e uno di pepe. Infarina i pezzetti di pollo e massaggiali bene poi passali nell’uovo. Nel frattempo scalda l’olio in una padella (se hai la friggitrice falle raggiungere la temperatura di 160°). L’olio deve essere abbondante e deve coprire i tranci di pollo che dovranno essere immersi un po’ per volta per non abbassare la temperatura dell’olio. Scola i pezzi di pollo quando sono ben dorati e sistemali su più strati di carta assorbente da cucina. Insaporiscili con un pizzico di sale e pepe e servili se vuoi con delle fette di limone.

Messegue consiglia il digiuno per stare in salute

Dicembre 5th, 2007

Il digiuno con scadenze regolari è un toccasana per la salute. Parola di Maurice Mességué, il più famoso erborista al mondo, che nel suo libro “Dalle piante, salute e bellezza” consiglia una giornata senza cibo, almeno una volta alla settimana o al massimo ogni due. Cosa che per l’uomo moderno sembra quasi impossibile da concepire, ma che già nell’antichità veniva praticata dai grandi filosofi come Platone e Socrate. “La civiltà del benessere – spiega Mességué nel libro – fa sì che si mangi più del necessario, aumentando l’apporto calorico oltre misura. Io personalmente non sono molto favorevole al digiuno come strumento per perdere peso: credo infatti che digiuni prolungati di tre o più giorni possano danneggiare l’organismo. Sono invece favorevole al digiuno praticato una volta alla settimana, o ogni quindici giorni, come mezzo purificatore dell’organismo dalle tante tossine”. Digiunare un giorno intero significa eliminare i pasti e bere solo acqua naturale a temperatura ambiente (per non creare congestioni). L’importante è berla lentamente durante tutto l’arco della giornata. Naturalmente questo significa non introdurre sostanze di nessun altro genere, né the né caffé e neanche un pezzetto di frutta, perché basterebbero questi a stimolare le secrezioni dei succhi gastrici, cosa che invece non deve assolutamente avvenire durante il giorno di digiuno. Lasciando a riposo l’apparato intestinale non vengono secreti i succhi gastrici ed il fegato non produce i suoi enzimi digestivi. In questo modo l’apparato gastrointestinale si riposa e l’organismo elimina le scorie e le tossine. Inoltre vengono intaccati i trigliceridi e lipidi in genere dato che il fabbisogno calorico è ugualmente necessario. Messegue dà comunque un consiglio a chi proprio non riesce a stare tutto il giorno a digiuno “può, in alternativa, trascorrere un giorno a sola frutta: quattro pasti, ad esempio, di mele ed arance, non porteranno all’organismo tutti i benefici del digiuno totale, ma saranno ugualmente di estrema utilità per il nostro fisico. Ripetuti possibilmente una volta alla settimana, il digiuno completo o il mezzo digiuno – utili anche una volta la mese – non potranno che dare risultati positivi”.

Castagne alla crema di riso

Dicembre 3rd, 2007

Ingredienti
300 gr di castagne secche
250 gr di fiocchi di riso
1/2 litro di latte (di mucca ma anche di soia)
1 cucchiaio di miele
1-2 cucchiaio di malto di riso
1 stecca di vaniglia
pinoli
marmellata di fichi
sale

Preparazione
Dopo averle lavate, lasciate le castagne secche in ammollo per una notte e cuocetele poi per circa 45 minuti in acqua leggermente salata. Nel frattempo preparate una crema mettendo a scaldare il latte (di soia per avere un dolce ottimo anche per i vegani) e versandoci i fiocchi di riso e la stecca di vaniglia. Lasciatela cuocere per un quarto d’ora circa, a fuoco molto lento e mettendo una retina di protezione tra la pentola ed il fuoco. A fine cottura aggiungete il malto di riso . Scolate le castagna e, quando sono ancora tiepide, mescolateci un cucchiaio di miele. Servitele tiepide con sopra un cucchiaio di crema, qualche pinolo abbrustolito e un cucchiaio di marmellata di fichi.