Archive for the ‘Bevande’ Category

L'enoteca online si chiama Viniamo.it

di marta

25 settembre 2009

vino

Anche il vino ha adesso il suo sito di e-commerce in stile Facebook, si chiama Viniamo.it e coniuga le peculiarità del web 2.0 alla qualità e alle competenze di una vera enoteca. Il sito Viniamo.it propone una selezione di vini bianchi, rossi, rosati, frizzanti, secchi e via discorrendo provenienti da tutto il belpaese. Scegliere il vino che si preferisce non è mai stato così semplice. Grazie ad un semplicissimo motore di ricerca è possibile incrociare diversi parametri di scelta (denominazione, regione di appartenenza, tipologie del vitigno, cantina e prezzo) e selezionare nell’ampia proposta del sito, il vino che più si avvicina al nostro gusto e alle nostre disponibilità economiche.

Il sito di e-commerce enologico Vianiamo presenta un’offerta corposa di vini che vanno da quello per tutti i giorni a vini importanti ottimi per un’occasione speciale. Una volta selezionato il vino è possibile visionare una scheda con tutte le sue caratteristiche tecniche ed i consigli del sommelier su come abbinarlo ai cibi. Inoltre, Viniamo, per chi effettua la registrazione, offre la possibilità di creare una propria pagina personale in cui compilare e condividere una lista dei propri vini preferiti, segnalare agli amici una bottiglia di vino particolare, chiedere un parere tecnico ad un sommelier e ricevere tutte le novità sulle offerte del sito e sugli eventi.

Le bottiglie arrivano in due giorni lavorativi dalla richiesta, direttamente a casa ed ogni confezione può contenere un massimo di sei bottiglie differenti.

La birra erotica di Hopf, un toccasano per la libido

di marta

17 settembre 2009

DEU Bunte Bier Erotik

Una birra che sembra far miracoli per la libido e l’infertilità. L’ha scoperta Jürgen Hopf, un produttore di birra bavarese portato alla ribalta dei media dallo Spiegel online. A causa di un momentaneo blocco del processo di lavorazione della sua normale birra ha assaggiato il prodotto non finito scoprendo di avere tra le mani una bevanda dalle proprietà incredibili. La birra semilavorata di Hopf, infatti, aumenterebbe la libido, il desiderio sessuale e risolverebbe anche problemi di infertilità.

Lo stesso Hopf, abiti tipici bavaresi, guance rosate e pancetta in evidenza, ha raccontato come all’Oktobefest del 2007 la sua birra è riuscita a sconfiggere l’infertilità di una donna che aveva difficoltà a rimanere incinta. La Erotik Bier di Hopf, che si affianca agli altri 13 tipi di birra prodotti dall’azienda di famiglia, viene venduta in bottiglie di diverse dimensioni ‘abbellite’ da un’etichetta su cui campeggia una donna in abiti succinti e la cui espressione non lascia dubbi.

Anche quest’anno Hopf partirà alla volta di Monaco per partecipare all’Oktobefest edizione 2009, per pubblicizzare ulteriormente la sua birra in Europa dopo il suo crescente successo in patria. Il mastro birraio Hopf non rivela il segreto della sua bevanda afrodisiaca, ma secondo la stampa tedesca la sua birra funziona talmente bene da fare concorrenza al Viagra.

"Girogustando" a Siena, a Rimini la Mostra dell'alimentazione

di Valentina

13 febbraio 2009

Girogustando

Due appuntamenti enogastronomici per il week end e oltre.
Il primo. A Siena e provincia fino al 25 marzo avrà luogo “Girogustando”: cuochi e sommelier dello Stivale si incontreranno per proporre al pubblico menu di qualità a prezzi “giusti”. Il 19 febbraio il ristorante “La Mandragola” di San Gimignano celebrerà i cent’anni del Manifesto futurista con una “cena marinettiana” servita da camerieri-attori e preparata dagli chef del ristorante Le Giubbe Rosse di Firenze.
Per info: 0577/252237.

Mostra internazionale dell'alimentazione

Il secondo. Alla Fiera di Rimini, sabato 14 (e fino al 17 febbraio) inaugura la Mostra internazionale dell’alimentazione. Specialità regionali, birra, oli extravergine d’oliva, piatti internazionali, cibi bio e molte altre golosità saranno i protagonisti tutti da gustare.
Per info: 0541/744111.

Gli italiani amano mangiare straniero

di Valentina

10 febbraio 2009

Tacos

Nonostante leggi razziste, fobie xenofobe e caccia allo straniero che tristemente caratterizzano il nostro Paese; nonostante l’ultima moda in alcune città sia mettere al bando dai centri storici kebab e affini per “difendere” (?) la tipicità delle nostre tavole, pare proprio che gli  italiani amino mangiare etnico.
Nel 2008 il consumo di alimenti “esotici” è aumentato del 10,5%. Negli ultimi anni, i supermercati hanno aumentato esponenzialmente la vendita di cibo etnico (il consumo è cresciuto del 36%). Sugli scaffali si può acquistare riso alla cantonese (Cina), salsa chili per i tacos messicani, kebab arabo. Ma anche frutta esotica, vermicelli di soia tailandesi, pollo alle mandorle, sushi pronto.
Soprattutto nelle grandi città si sono moltiplicati anche i negozi di cibo etnico gestiti da immigrati: basta fare un piccolo tour in uno di essi per trovare di tutto, dal succo di cocco alle spezie più profumate, dalle salse al falafel, dal cavolo cinese al pollo all’ananas.
Secondo Slow Food, se mangiamo internazionale la “colpa” è dei viaggi. Per riassaporare quelle emozioni e condividerle con gli amici, oltre alle consuete fotografie si ricorre a cene etniche che carezzano i sensi con profumi e sapori esotici.
La vita è troppo breve e il mondo troppo grande per chiuderci nei nostri inventati e fragili fortini culinari. Perché non godere delle ricchezze altrui? Perché non attraversare la strada, trascinati dall’invitante profumo del kebab, e non assaggiare un piatto diverso? L’ordinanza di Lucca non solo è anacronistica, ma anche donchisciottesca: tentare di arginare l’inarrestabile (e deliziosa) onda esotica è come lottare contro un mulino a vento. Quante energie sprecate… poi toccherà rifocillarsi lasciandosi tentare dalle cucine del mondo.

Una cena a base di cibo etnico

Aumentano le liti condominiali a causa della cucina etnica

di Valentina

16 dicembre 2008

Cucina etnica

Caro vicino, ti schifo. (Il curry logora chi non ce l’ha)

“L’erba del vicino è sempre più verde”, dice il proverbio. Ma tra vicini di pianerottolo vige anche un’altra regola: il curry del vicino puzza!
L’Anammi, l’Associazione Nazional-Europea degli Amministratori d’Immobili, segnala un aumento delle liti condominiali a causa degli aromi di spezie orientali che invadono le scale dei palazzi. Il 27% del totale annuo delle liti condominiali è rappresentato dagli odori sgraditi e invasivi della cucina “esotica”. Altro che banalissimi sgocciolamenti di panni dai balconi, rumori molesti e parcheggi contesi.
Non bastavano le infinite querelle su moschee, velo, reali e presunte incompatibilità religiose e culturali: anche la cucina è un ostacolo all’integrazione. E dire che, in Italia, i ristoranti etnici fanno furore. Ma, magia magia, quando il profumo di pollo al curry esce dal pentolone ed entra in casa nostra prende il nome di puzza. Tra le più sgradite, sempre secondo l’Anammi, troviamo la cucina asiatica (indiana e pakistana), ma anche quelle cinese e maghrebina provocano parecchi storcimenti di naso. I cuochi tirati in ballo rispondono mettendo, sull’altro piatto della bilancia, il nostro soffritto (che in quanto a invasività olfattiva non è da meno!).
Come uscire indenni da questa contesa olfattiva? Magari organizzando una cena etnica condominiale, per “corrompere” i vicini a suon di delizie e abbattere le barriere culinarie. Se la montagna non va a Maometto…