Archive for Settembre, 2007

Delizia di gamberi e carciofi in salsa rosa

Mercoledì, Settembre 26th, 2007

Ingredienti per 4 persone
250 gr di code di gamberi
4 carciofi
il succo di 1 limone
3 cucchiai di maionese
1 dl di olio d’oliva extravergine
1 cucchiaio di ketchup
1 cucchiaio di Sherry secco
3 gocce di Tabasco
1 cucchiaio di farina
sale e pepe

Preparazione
In una ciotola miscelate la maionese, il ketchup, il tabasco e lo Sherry fino ad ottenere una salsa omogenea. In un’altra ciotola sbattete 2 cucchiai di succo di limone, l’olio, un pizzico di sale e pepe fino ad ottenere una Citronette. Lavate e pulite i carciofi poi tagliateli a spicchi ed immergeteli in una terrina con dell’acqua fredda e il succo di mezzo limone. Lasciate in ammollo qualche minuto. Questo procedimento evita di far diventare scuri i carciofi. Versate in una pentola poca acqua fredda e stemperatevi la farina, aggiungete il succo di limone rimasto e abbondante acqua. Portate ad ebollizione, salate e mettetevi a cuocere i carciofi per 3-4 minuti. Fatto questo sgocciolateli, conditeli con metà della citronette, mescolateli e poneteli in un piatto di portata. Sgusciate le code di gamberi, privatele del filo nero interno, lavatele accuratamente e fatele cuocere a vapore, quindi sgocciolatele e conditele con la citronette rimasta. Poneteli nello stesso piatto di portata dei carciofi e versate sopra entrambi la salsa rosa.

Cose buone dal mondo

Mercoledì, Settembre 19th, 2007

Per chi ama provare gusti nuovi e vuole mettersi alla prova, il sito online del Times ha stilato una classifica con i dieci piatti più inquietanti, disgustosi e sicuramente curiosi del pianeta. Dimenticate tortelloni, lasagne e arrosti e preparate lo stomaco ad un vero e proprio choc.

  1. FUGU – E’ il pesce palla, molto amato nella cucina nipponica ma anche uno dei pesci più velenosi della terra. Se cucinato nel modo sbagliato (gli vanno tolti fegato, ovaie e intestino) può provocare anche la morte. Contiene, infatti, tetrodotossina, un veleno 250 volte più mortale del cianuro. Ogni anno circa 20 persone muoiono per avere ingerito questo pesce. Non per niente una tradizionale espressione giapponese dice: Chi mangia fugu è stupido. Ma anche chi non lo mangia è stupido.
  2. SANGUE DI COBRA – E’ una bevanda indonesiana che si ottiene dal sangue e dal cuore del cobra, mischiati con due dita di Arrack, un liquore locale derivato dalla canna da zucchero. Le sue doti afrodisiache sono certificate da tutti quelli che l’hanno provata.
  3. TARANTOLE FRITTE CAMBOGIANE – Vengono cucinate con olio, zucchero e aglio e fanno bella mostra di sé in tutti i mercati. Spesso presentate in spiedini con fritto di cavallette e scarafaggi. Chi le ha assaggiate dice che sono croccanti fuori e morbide dentro e che il loro gusto ricordi quello delle aragoste.
  4. DURIAN - E’ un albero della famiglia delle Bombacaceae che fa dei grossi frutti dalla polpa bianca o giallognola. La caratteristica di questo frutto e’ data dal suo odore, che e’ veramente abominevole e repellente, paragonabile a quello di carne putrefatta, tanto che nel sud-est asiatico e’ bandito nei negozi e negli alberghi ma il suo sapore è sublime. Chi lo ha mangiato lo descrive così ‘dolce e piccante insieme, come un gelato alla vaniglia con retrogusto di banana ed un aroma di spezie davvero particolare’. E’ tipico del Vietnam ma si trova anche in Indonesia.
  5. AGNELLO FRITTO LANCASHIRE – Peccato che dell’ovino vengano messi in padella i testicoli pelati, ridotti in pezzettini e fritti.
  6. MASHONZHA – E’ un verme che vive sull’albero di Mopani e che si può gustare sia vivo che morto.
  7. CARNE DI IGUANA – Dal gusto molto simile al pollo ma dalla carne un po’ duretta, adatta per le zuppe.
  8. POI HAWAIANO – Una pasta ottenuta dalla radice velenosa di un tubero che cresce sulle isole, chiamato taro. Il suo gusto è molto forte
  9. HUHU – E’ la larva di un coleottero che vive negli alberi morti in Nuova Zelanda. Può essere lunga anche 15 cm e si mangia fritta.
  10. BORUGA - Un roditore simil-topone sudamericano molto ricercato per la squisitezza della sua carne.

Dopo questa carrellata di leccornie non resta che interrogarsi su quanto in realtà questi cibi siano strani e nauseanti. Basta, infatti, fermarsi a pensare a molte ricette nostrane per notare quanto la stravaganza sia data soprattutto dall’esoticità. Non ci credete? Ecco alcuni esempi:

  • SANGUINACCIO – E’ il primo prodotto ricavato dalla macellazione del maiale: il suo sangue fresco mischiato al latte non scremato, con aggiunta di sale, aromi naturali, grassetti di maiale, soffritto di cipolle e I pinoli, ne fanno un prodotto unico e dal gusto arcaico. In Sicilia per la preparazione viene usato l’intestino del maiale, che cotto con del sangue messo all’interno viene tagliato a fettine e mangiato
  • ZIMINO DI VITELLA - Si tratta delle interiora del vitello giovane fatte alla griglia. Nello specifico si tratta di intestino (va rivoltato prima di cuocerlo), ricciolini, diaframma, cuore, fegato e milza.

Per non parlare di rane fritte, di lumache in umido, di zampe di gallina bollite e via dicendo. Buon appetito allora!!!

Pesche al grand marnier e amaretti

Mercoledì, Settembre 12th, 2007

Ingredienti:
pesche bianche mature (una a testa)
1 limone
amaretti (quantità a piacere)
grand marnier (quantità a piacere)
cannella
zucchero a velo

Preparazione:
Pelate e tagliate a fette le pesche. Mentre fate questa operazione raccogliete il succo in una ciotola. Disponete le fette ottenute in un piatto, possibilmente a bordi alti, in modo da ottenerne un solo strato. Spremete il limone e unite il succo ottenuto con quello delle pesche. Aggiungete il grand marnier, un pizzico di cannella e uno di zucchero a velo. Mescolate il composto e quando è ben amalgamato lasciatelo riposare alcuni minuti. Nel frattempo, pestate grossolanamente gli amaretti e poneteli sulle pesche. Aggiungete la miscela prima ottenuta e spolverate di zucchero a velo. Fate riposare in frigorifero e serivte freddo