Archive for Giugno, 2007

La ciliegia, frutto della salute

Lunedì, Giugno 25th, 2007

Sono buonissime, dolci e succose e non c’è frase che meglio le identifichi come ‘una tira l’altra’. Naturalmente sono le ciliegie. Frutto di stagione da maggio a luglio, ricco di vitamine A e C e, fibre, sali minerali (come potassio, calcio e ferro) e composti antiossidanti (polifenoli), la ciliegia è stata introdotta nel nostro paese circa 70 anni prima di Cristo. Viene coltivata principalmente in Puglia, Campania, Veneto, Emilia Romagna e Lazio. Le specie che hanno dato origine a tutte le varietà coltivate ai giorni nostri sono due, il Prunus avium (la ciliegia dolce) e il Prunus cerasus (detto anche agriotto o visciolo – l’amarena). La ciliegia, oltre ad avere poche calorie (38 per 100 grammi), contiene zuccheri in una forma, levulosio, adatta anche agli obesi e ai diabetici ed è in pratica priva di grassi e proteine. E’ un potente depurativo del sangue e disintossicante, drenante del fegato e delle tossine nonché antinfettivo, antibatterico e lassativo. Ma non è tutto. Da qualche anno alcune ricerche scientifiche hanno messo in luce altre proprietà terapeutiche di questo delizioso frutto.

Proprietà terapeutiche
La ciliegia riuscirebbe a combattere le infiammazioni delle articolazioni determinate dall’artrite, almeno secondo lo studio condotto da S. Kelly della Western Human Nutrition Research Center di Davis in California. Avrebbe poi anche un’azione antidolorifica, simile a quella dell’aspirina e una funzione di protezione del cuore e dell’apparato cardiocircolatorio. Le sostanze responsabili degli effetti antidolorifici sono gli antociani, che, oltre a dare la tipica colorazione rosso-violetta, trasformano le ciliegie in veri toccasana per il dolore, senza però possedere gli effetti collaterali dell’aspirina. Basterebbe introdurre nella dieta 20-25 ciliegie al giorno per ottenere dei risultati benefici.
Consumando a digiuno 25 ciliegie al giorno e acqua in grande quantità si ottiene anche un effetto depurante e disintossicante, ottimo in caso di stipsi e contro lo stress (favorito dall’equilibrio tra acidi e sali minerali presenti nel frutto).

Consigli all’acquisto e alla conservazione
Tutte le varietà, dal durone nero di Vignola, allora Mora di Cazzano, al Graffione bianco, alla Malizia Campane le ciliegie hanno la caratteristica quasi unica di non proseguire la maturazione dopo il raccolto. Quindi, vanno acquistate ben mature, con i frutti sodi, privi di ammaccature e con il picciolo color verde vivo. Le ciliegie vanno tenute in un luogo fresco e poco umido e contenute dentro un sacchetto di carte e mai nella plastica. Sono molto sensibili al freddo.

Anche il tipo d’acqua ha la sua importanza

Lunedì, Giugno 18th, 2007

Che l’acqua sia un elemento importantissimo questa è cosa risaputa. Da non sottovalutare però è anche il tipo di acqua che si consuma. L’Italia è tra i paesi europei con il maggior numero di sorgenti e conta circa 300 marche diverse di acqua minerale imbottigliata. Negli ultimi 20 anni poi, il consumo di acqua in bottiglia è quasi triplicato. Conoscere le etichette attaccate sulle bottiglie sta diventando un obbligo per il consumatore informato. Il parametro di maggiore interesse, tra la serie di numeri e percentuali quasi incomprensibili, è ‘il residuo fisso a 180 gradi’ che indica quanto rimane, in peso, dopo l’evaporazione di un litro di acqua. In questo modo possiamo sapere subito se si tratta di un’acqua povera di minerali (come le acque oligominerali) o vicerversa se è un’acqua con molti o persino troppi minerali. Questo dato è utile a chi soffre di calcolosi delle vie urinarie o quando si vuole aumentare la diuresi è quindi si ha necessità di assumere acqua a basso residuo cioè ‘minimamente mineralizzata’ (residuo inferiore a 50mg/l) o acqua ‘oligominerale’ (fino a 500 mg/l). L’importante è non scegliere delle acque ‘mediominerali’ (residuo fisso tra 500 e 1500 mg/l) o ‘ricche di sali minerali’ (oltre 1500 mg/l). Queste ultime sono quelle tipiche degli stabilimenti termali specializzate nelle patologie epatobiliari o gastrointestinali.
Altro elemento importante è il sodio. Per tutti coloro che sono ipertesi o per chi ha problemi renali e deve seguire una dieta iposodica, il contenuto di sodio nell’acqua minerale deve essere meno di 20 mg/l. Per chi, invece, deve prevenire e contrastare l’osteoporosi è consigliabile un’acqua minerale ricca di calcio (oltre i 150 mg/l) o almeno un’acqua bicarbonante o non troppo acidula.

Che delizia il tagin (o la tagine? o il tajin? Boh?)

Lunedì, Giugno 11th, 2007

Dopo avere assaggiato delle verdure cotte con le spezie in questo strano ‘tegame’ ed essermi leccata le dita per qualche minuto non ho potuto fare altro che cercare informazioni al riguardo. Il Tagin (o tajine o tagine) è un piatto di terracotta tipico del Marocco, sovrastato da un buffo coperchio a forma di piramide. Il coperchio può essere decorato e molto prezioso. Di solito, invece, è senza nessun tipo di ornamento. In un tagin si può cuocere quello che si vuole, dalle verdure, alla carne, al pesce, al pollo. La disposizione degli alimenti all’interno del tagin non è casuale, ogni elemento deve essere posato in maniera delicata, con cura. Oltre ad essere una delizia per il gusto e per l’olfatto, il tagin deve soddisfare anche la vista. Il sapore dei cibi è molto particolare e diverso da quello che si ottiene con una normale pentola di metallo e questo non è dovuto solo all’aggiunta di spezie. La carne, le verdure o il pesce così cotti vengono accompagnati con il cous cous. In Marocco il tagin viene posato direttamente sulla brace e la e la cottura avviene anche grazie al vapore che si forma all’interno del cono. E’ inutile sottolineare il forte senso di convivialità dei marocchini, noto in tutto il mondo, espresso anche, e soprattutto, durante il consumo dei cibi. Il tagin viene posato al centro del tavolo e tutte le persone si servono direttamente dal tegame con le mani. Se qualcuno di vostra conoscenza ha in programma un viaggio in Marocco non dimenticatevi allora di chiedergli questo souvenir veramente speciale.

Alcune ricette

TAGIN DI AGNELLO E CARCIOFI
Ingredienti
1 kg di agnello / 2 cipolle / 2 pomodori / 4 carciofi / sale, pepe, peperoncino dolce / 1 spicchio d’aglio / prezzemolo / 4-6 cucchiai d’olio
Preparazione per 6-8 persone
Fare un battuto con il prezzemolo, la cipolla e l’aglio, sbucciare e tagliare a dadi i pomodori. Scaldare l’olio nel tagin a fuoco basso, e aggiungere la carne e farla dorare, quindi aggiungere il battuto di prezzemolo, cipolla e aglio, i pomodori, sale, pepe e peperoncino. Dopo 5 minuti aggiungere 2 bicchieri d’acqua e lasciar cuocere per 45 minuti. Togliere le foglie dei carciofi, lavare i cuori e aggiungerli al tagin. Servire direttamente nel tagin.
TAGIN GIBEN
Ingredienti
300gr di carne d’agnello disossata / 100 gr di pane grattugiato / 6 uova / 2 uova sode / 1 patata / 100 gr di formaggio grattugiato / 1 cucchiaio di cipolla tritata / 3 cucchiai d’olio d’oliva / ½ cucchiaino di pepe nero fino / 1 pizzico di zafferano / prezzemolo / sale
Preparazione per 6 persone:
Tagliare la carne disossata in piccoli dadi, salarla e peparla, aggiungere lo zafferano. Farla dorare nel soffritto di cipolla. Coprire d’acqua e lasciare cuocere a fuoco vivo da 15 a 20 minuti. A metà cottura, aggiungere la patata e due uova sode, tagliate a piccoli dadi. Quando l’acqua si è ritirata (deve restare un po’ di sugo con la carne) e la carne è ben cotta, togliere dal fuoco. In una zuppiera, rompere le sei uova, sbatterle e versarvi il prezzemolo finemente tritato, il formaggio e il pane grattugiato. Aggiungere a questa preparazione il primo miscuglio (carne, patate, uova sode, cipolla e spezie). Verificare il sale. Ungere un recipiente da forno e versarvi tutta la preparazione. Far cuocere nel forno già caldo da 15 a 20 minuti. Servire caldo o freddo.

TAGIN DI POLPETTE DI SARDINE CON RISO

Ingredienti
1 kg di sardine / 1 bicchiere di riso / 1 bicchiere di passato di pomodoro / 1 bicchiere di olio / 1 cipolla / 1 spicchio d’aglio / ½ cucchiaino di peperoncino dolce / 2 bicchieri d’acqua / 250 g di patate / 2 pomodori, sale, pepe
Preparazione per 6 persone
Preparazione delle polpette:pulire le sardine e togliere le lische, le teste, le code e macinare la carne. In un’insalatiera mescolare l’olio, l’aglio e prezzemolo tritati, i pomodori e la cipolla tagliati a dadi, il riso, sale, pepe, peperoncino dolce. Mescolare la carne tritata delle sardine con metà del composto e formare delle polpette di 4-5 cm di diametro.
Preparazione del tagin:Mettere nel tagin l’altra metà del composto, aggiungere lo polpette, le patate, i pomodori tagliati a fette e 2 bicchieri d’acqua, lasciare bollire dolcemente per 30 minuti